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Escursioni Itinerari Naturalistici da Oliveri


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Vista Aerea dei  Laghetti di Marinello degli anni '70 Percorso Trekking: LAGHETTI MARINELLO - TINDARI

Descrizione del percorso:
Punto di partenza è l'area antistante il Villaggio Marinello.
Si prosegue in direzione Nord e si attraversa la Riserva Naturale Orientata dei Laghetti di Marinello, che si estende su di un'area protetta di 3 km circa e di 401,25 ettari, di cui 248,13 ettari della Zona A (Riserva integrale) e 153,12 ettari della Zona B (Pre-riserva). Attraversando l'area, situata sotto il colle di Capo Tindari, costituita da un vasto arenile, si possono osservare sette stagni, dalle acque tiepide e cristalline, dotati di caratteristiche biologiche estreme, ognuno dei quali vive e si sviluppa autonomamente. I più grandi, ma anche i più antichi, essendo di formazione centenaria, sono il lago Marinello, isolato dal mare, che ospita vegetazione lacustre e palustre, il Mergolo, detto della Tonnara e il Verde, tutti ubicati a ridosso della parete rocciosa e che hanno assunto carattere marino. Le acque dei laghetti più interni sono dolci, salmastre, mentre le lagune più vicine al mare sono più salate. Chi intraprende questo itinerario più volte nel corso degli anni può verificare come le continue variazioni morfologiche modifichino la linea di spiaggia, creando nuovi laghetti temporanei o semi-permanenti e trasformando quelli esistenti. Questi cambiamenti sono attribuiti alla concomitante presenza di movimenti del terreno e di condizioni meteomarine, che trasportano ed accumulano sabbia e ghiaia. Trattasi di fenomeni rari che si manifestano a seguito di un improvviso approfondimento dei fondali, dovuto alla presenza di un forte angolo di incidenza delle onde del mare dominante. L'area è interessata dalla presenza di numerose specie locali o rare tra cui il Phyllopodopsillus pauli, il Buenia affinis, pesciolino di grande importanza scientifica e la Vongoletta locale, quasi in estinzione. Tra le specie vegetative si osservano il Barboncino mediterraneo ed l'Elicriso. Interessante è la presenza nelle acque dei laghetti di una rara pianta originaria del Mar Rosso, la Halophila stipulacela, diffusasi nelle coste del mediterraneo in seguito all'apertura del canale di Suez. Volgendo lo sguardo verso i pendii, si osserva l'enorme sviluppo di macchia mediterranea, con la presenza di Lentisco, Caprifoglio mediterraneo e Euforbia arborescente. Lungo il percorso si possono vedere alcune specie di uccelli, come il Corvo imperiale, il Falco pellegrino, la Sterpazzolina, la Cicogna bianca, il Gheppio, l'Occhiocotto, le cui presenze sono favorite dall'umidità dell'ambiente e dalla peculiare posizione della laguna situata lungo una delle rotte migratorie più importanti d'Europa.

Raccomandazioni a cura della Legambiente:

1. Rispettare la natura ed il delicato equilibrio del sistema lagunare;
2. Non abbandonare i rifiuti;
3. Non accendere fuochi;
4. Visitare l'area esclusivamente a piedi o in bicicletta;
5. Non calpestare o danneggiare la vegetazione;
6. Non entrare con imbarcazioni a motore a meno di 200 metri dalla riva;
7. Non raccogliere molluschi nei laghi.

Percorrendo tutta l'area lagunare verso nord, dopo circa un'ora di cammino, si raggiunge un antico sentiero, realizzato alla fine del secolo scorso e recentemente ripristinato, denominato Antigone, che attraversa il canale Nerone, dal nome di un vecchio pescatore del luogo e si arriva alla Rocca Femmina. Da qui è possibile raggiungere un sentiero esterno alla cinta muraria della città antica di Tyndaris che porta al Nuovo Santuario. Nei pressi dell'area archeologica si potrà osservare la presenza di un'altra specie rara di macchia mediterranea, la Mandragora autunnale. Interessante da vedere, ma solo se seguiti da una guida turistica, è la grotta naturale di Donna Villa , situata lungo il promontorio, su un fianco del Capo.

Secondo la legenda Donna Villa era Maga che attraeva i marinai con il canto e la bellezza, per poi divorarli con conseguente accaparramento dei beni e dei tesori portati dagli stessi. Per entrare alla grotta bisogna attraversare un piccolo sentiero da contrada Rocca Femmina. Si tratta di una cavità naturale collocata a 76 metri sul livello del mare, costituita da tre piccoli e quasi inaccessibili atri o caverne. All'interno si trovano bellissime formazioni stalattite e stalagmitiche di vario colore, a conferma che nei periodi di scioglimento dei ghiacciai essa è stata sott'acqua ed un pozzo profondo circa 3 metri. Nelle pareti sono presenti un'infinità di microfori, creati dai molluschi marini, i litodomi, mediante erosione acida; secondo la leggenda questi fori sarebbero stati provocati dalle unghie della maga, che così si sarebbe sfogata ogni volta che non riusciva ad attirare il navigatore di passaggio.
Sosta per il pranzo in un locale di Tindari, dove potranno essere ordinate le tipiche pietanze della zona, che hanno fatto la storia di questi luoghi, perchè ognuno degli ingredienti è stato portato da civiltà diverse.
Dopo pranzo si raggiunge il vicino sentiero Coda di Volpe, che inizia nei pressi del Santuario , per poi ridiscendere nella zona lagunare di Marinello . Lungo il percorso si potranno ammirare a Nord le Isole Eolie, a Est l'incantevole golfo di Patti, Capo Milazzo e le montagne di Calabria, ma soprattutto la meravigliosa cornice delle formazioni sabbiose della laguna di Marinello.

DURATA: tre ore GRADO DI DIFFICOLTA': medio EQUIPAGGIAMENTO:

• pedule da escursione tipo leggero con suola artigliata per aderire su qualsiasi tipo di terreno;
• calze di cotone del tipo imbottite e traspiranti;
• pantaloni lunghi di cotone;
• maglietta di cotone;
• giacca a vento;
• cappello parasole;
• occhiali da sole;
• borraccia;
• macchina fotografica;
• zaino del tipo semplice, con dorso anatomico, leggero;
• binocolo.

PERIODO CONSIGLIATO:

• Da aprile ad ottobre, cautelandosi dal sole nei periodi più caldi.

Inoltre Da Oliveri è possibile raggiungere con estrema facilità le mete più rinomate del turismo Siciliano. In meno di 3 ore di auto è possibile raggiungere Palermo, Cefalù, Piazza Armerina, Catania, Siracusa, Noto. In un'ora circa Messina, Taormina, Giardini Naxos, le Gole dell'Alcantara, e l'Etna. Inoltre, da Milazzo (20 km.) e Patti (10 km.) collegamenti giornalieri per le Isole Eolie, in nave ed aliscafi.

A) c.ca min. 10-20 da Milazzo (bella cittadina costiera con il suo Castello costruito in epoca angioino-aragonese, con imbarco persone o/e auto per Stromboli, Vulcano, Panarea, Lipari, Filicudi, Alicudi e Salina, nonché da/per Napoli), da Patti (Villa Romana), Gioiosa Marea, Capo Calavà, Portorosa, Brolo e Capo d'Orlando (tutte belle località balneari);

B) c.ca min. 30-45 da Messina, laghi di Ganzirri e Punta Faro (estrema punta nord-orientale della Sicilia, con vista dell'enorme traliccio dell’elettrodotto Sicilia-Calabria, oggi in disuso, nonché di Scilla in Calabria), Montalbano Elicona (maestoso Castello del XIV secolo voluto da Federico II d’Aragona), Santo Stefano di Camastra (città delle ceramiche), Cefalù;

C) c.ca min. 60 da Taormina, Gole dell'Alcantara, Etna nord, Giardini Naxos, Reggio Calabria (città dei Bronzi di Riace), e dai Monti Nebrodi;

D) c.ca min. 80-120 da Etna sud, Acitrezza, Acireale, Catania, Palermo(imbarco per l'isola di Ustica), Monreale, Enna, Piazza Armerina, Caltagirone, Madonie, nonchè da Scilla, Bagnara, Aspromonte ed altre località della provincia di Reggio (Calabria);

E) c.ca min. 150 da Siracusa, Noto, Agrigento (e Valle dei Templi), Porto Empedocle (imbarco per le isole di Lampedusa e Linosa), Sciacca, Segesta, S. Vito lo Capo, Riserva dello Zingaro, Trapani (imbarco per le isole Egadi e Pantelleria) Erice, Marsala, isola di Mothia, Selinunte, Gela, Ragusa, Modica, Pozzallo (imbarco per Malta, raggiungibile in 90 minuti di navigazione), Portopalo, Marzamemi, nonchè per le località calabresi di Tropea, Capo Vaticano e Nicotera, Lamezia, ecc. ecc..
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