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I Laghetti di Marinello


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Vista Aerea dei  Laghetti di Marinello degli anni '70 Se doveste trovarvi sul colle di Tindari, di fronte al maestoso Santuario, non potrete certamente fare a meno di ammirare uno dei panorami più belli di tutto il litorale tirrenico o del mondo. Sporgendovi dalle balconate di pietra che, rivolte verso il mare, si ergono ai limiti dello strapiombo, potrete perdere il vostro sguardo in un magnifico orizzonte azzurro sul quale si può distinguere il netto profilo delle Isole Eolie e il Capo Milazzo che con la sua “falce” rivolta verso il nord, racchiude in un arco questo magnifico tratto del Golfo di Oliveri. A fare da primo attore in questa spettacolare cornice è senza dubbio quella disordinata striscia di sabbia che, partendo dai piedi del colle, si lancia verso il mare in un insieme di colori e naturali contrasti che per un attimo sembrano liberare la mente da ogni altro pensiero.


Riserva Naturale Orientata Laghetti di MarinelloLa laguna di Marinello o, meglio, i “laghetti” di Marinello (come sono denominati dalle genti del luogo) ebbero origine in seguito alle trasformazioni del bacino del torrente Timeto che, nel corso dei secoli, ha più volte influenzato quest'area del territorio anche se le prime notizie concrete sulle sabbie di Marinello si ebbero nel 1808, quando esse erano riportate nella mappa degli itinerari della Sicilia. Trasformazioni agricole e opere di disboscamento (all'epoca della “riforma agraria”) nella zona del Timeto hanno prodotto, nel corso degli anni, un accumulo incredibile di sedimenti e materiale solido tali che, trasportati verso il mare dal torrente, hanno dato vita alle prime lingue di sabbia che formarono pian piano l'odierna laguna: le particolari caratteristiche geologiche del fondale marino ai piedi del colle di Tindari, quindi, hanno rappresentato quel fattore ideale che ha permesso tale formazione naturale. Oggi la laguna di Marinello copre un'area di circa 400 ettari ed è stata dichiarata riserva naturale per via del fragile ecosistema biologico ivi esistente...All'entrata della laguna è sorto, nel corso dei decenni, il nostro paese, piccolo borgo marinaro, che oggi è un punto fermo del turismo internazionale, specialmente per chi ama il mare ed il relax.

Complici una lunga e bellissima spiaggia, la riserva naturale sopra citata, la valida capacità ricettiva e le possibilità di divertimento e di svago, soprattutto in estate, Marinello resta una fra le mete turistiche più consigliate per i vacanzieri.
Un fatto curioso riguardante i laghetti accadde nella primavera del 1982: a seguito di una serie di forti mareggiate, il maggiore dei laghetti assunse una forma particolare che mostrava, agli occhi stupiti di tutti coloro che ebbero la fortuna di osservarlo, un profilo di donna netto e ben delineato che sembrava cullare un bambino in grembo. Gli abitanti del luogo identificarono quel profilo con la miracolosa Madonna Nera la cui statua, dalle misteriose e lontane origini, risiede all'interno del Santuario di Tindari.


LA LEGGENDA....

L'immenso arenile di Marinello, secondo una leggenda, è frutto di un miracolo. Si racconta, infatti, di una donna che andò in pellegrinaggio a chiedere grazia alla Madonna, ma che rimase delusa dal colore nero della statua. Quando uscì dalla chiesa, si recò sul piazzale, dove espresse entusiasmo per l'ameno luogo e un irriverente apprezzamento per la Madonna:
“Sono venuta da tanto lontano per vedere una Madonna nera e brutta, tanto più brutta di me?” esclamò. In quel momento si sporse un pò troppo dalla balaustra, e il bimbo che teneva in braccio, le sfuggì. La paura della donna fu tale, che mentre il bimbo cadeva veloce come un proiettile verso il mare, la sua voce, disperata, emise un'invocazione: -
“Madonnina mia, aiutami tu!”
La Madonna ascoltò quella voce di mamma, tanto che il mare accolse il bimbo come fosse una culla. Si ritirò dolcemente, senza che lo facesse affondare, e dall'acqua, emerse una lunga lingua di sabbia, dove ritrovarono il bambino intento a giocare a palla come se nulla fosse accaduto. Così, la leggenda racconta, si creò la laguna di Marinello.


LA LAGUNA...

Mare secco caratteristico per le sue mutevoli forme. L'area è di grande interesse dal punto di vista archeologico e naturalistico, tale da essere stati dichiarati Riserva Naturale. Dal promontorio di Tindari, che scende a strapiombo sul mare, si apre uno scenario di incomparabile bellezza racchiuso tra l'arcipelago eoliano, che si disegna all'orizzonte, il mare e la vista di un esteso tratto di arenile, ai piedi del colle, formato da lingue di sabbia e caratteristiche dune che racchiudono i laghetti: il lago Marinello, il più lacustre, il lago Mergolo della Tonnara ed il lago Verde, questi ultimi in comunicazione con il mare. Si tratta di specchi d'acqua marina la cui conformazione è estremamente varia e muta con il mutare delle correnti. Lungo il promontorio, su un fianco del Capo, si apre la splendida grotta natulale di Donna Villa, la Maga che secondo la leggenda attraeva i marinai con il suo canto e la sua bellezza per poi divorarli. All'interno della grotta è possibile ammirare una suggestiva presenza di concrezioni calcaree con stallatiti e stallagmiti.