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La leggenda di Marinello
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L'immenso arenile di Marinello, secondo una leggenda, è frutto
di un miracolo. Si racconta, infatti, di una donna che andò in
pellegrinaggio a chiedere grazia alla Madonna, ma che rimase
delusa dal colore nero della statua. Quando uscì dalla chiesa,
si recò sul piazzale, dove espresse entusiasmo per l'ameno luogo
e un irriverente apprezzamento per la Madonna:
“Sono venuta da tanto lontano per vedere una Madonna nera e
brutta, tanto più brutta di me?” esclamò. In quel momento si
sporse un pò troppo dalla balaustra, e il bimbo che teneva in
braccio, le sfuggì. La paura della donna fu tale, che mentre il
bimbo cadeva veloce come un proiettile verso il mare, la sua
voce, disperata, emise un'invocazione: -
“Madonnina mia, aiutami tu!”
La Madonna ascoltò quella voce di mamma, tanto che il mare
accolse il bimbo come fosse una culla. Si ritirò dolcemente,
senza che lo facesse affondare, e dall'acqua, emerse una lunga
lingua di sabbia, dove ritrovarono il bambino intento a giocare
a palla come se nulla fosse accaduto. Così, la leggenda
racconta, si creò la laguna di Marinello
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Circa l'origine del culto alla
Madonna del Tindari, rimontando esso a tempi
molto remoti, non si trovano notizie storiche ben definite e
criticamente accertate. Esiste però una pia tradizione che non
contenendo, almeno sotto l'aspetto dell'ortodossia, alcunché
d'inverosimile e di contraddittorio, possiamo accettare
senz'altro, tanto più che si presenta su sfondo storico.
L'origine della devozione alla Madonna Bruna
sembra infatti risalire al periodo della persecuzione
iconoclasta.
Secondo la tradizione, una nave di ritorno dall'Oriente, tra le
altre cose, portava nascosta nella stiva un'Immagine della
Madonna perché fosse sottratta alla persecuzione iconoclasta.
Mentre la nave solcava le acque del Tirreno, improvvisamente si
levò una tempesta e perciò essa fu costretta ad interrompere il
viaggio ed a rifugiarsi nella baia del Tindari,
oggi Marinello.
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Quando si calmò la tempesta, i marinai
decisero di riprendere il viaggio: levarono l'ancora, inalberarono
le vele, cominciarono a remare, ma non riuscirono a spostare la
nave. Tentarono, ritentarono, ma essa restava ferma lì, come se
fosse incagliata nel porto.
Essi allora pensarono di alleggerire il carico, ma , solo quando,
tra le altre cose, scaricarono la cassa contenente il venerato
Simulacro della Vergine, la nave poté muoversi e
riprendere la rotta sulle onde placide del mare rabbonito. Sono
sconosciuti i luoghi di provenienza e di destinazione dell'Immagine
sacra. |